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Notizia dall'Ordine

L'OMVS sostiene il progetto Mediterraneo: il mare che unisce

Anche l'Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Salerno condivide e patrocina il "Mediterraneo: il mare che unisce", progetto nato nell'estate del 2015 dal desiderio di un gruppo di kayaker di associare la loro grande passione per l'elemento acqua alla necessità dei popoli del Mediterraneo di ricevere assistenza ed aiuto

Anche l’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Salerno condivide e patrocina il “Mediterraneo: il mare che unisce”, progetto nato nell’estate del 2015 dal desiderio di un gruppo di kayaker di associare la loro grande passione per l’elemento acqua alla necessità dei popoli del Mediterraneo di ricevere assistenza ed aiuto, ma non solo qui sulle nostre coste, anzi al contrario aiutarli e sostenerli nel loro territorio, dove ci sono le loro tradizioni, la loro terra ed i loro cari che faticosamente si trovano costretti ad abbandonare per fame e guerra.

Ma cos’è “Mediterraneo: il mare che unisce”?
È un viaggio simbolico che percorre al contrario le rotte di sbarco dei così detti “profughi”, volendo simboleggiare l’intenzione dei partecipanti di restituire i propri cittadini alla loro terra natia, sostenendoli nello sviluppo di un’economia locale che possa migliorare le condizioni di vita medie delle popolazioni ed incentivarne l’avanzamento socio-culturale.

L’associazione ha voluto fissare dei punti fermi tra i propri obiettivi, garantendosi così la trasparenza e la chiarezza di intenti che oggi si richiede alle iniziative di solidarietà e ricerca:
• La registrazione di un documentario sulla fauna marina, tra cui protagonista sarà la tartaruga Caretta caretta, realizzato grazie anche alla presenza a bordo di medici veterinari specialisti;
• La promozione della “Dieta mediterranea” e delle attività di pesca locale, con la collaborazione di esperti in food safety and security;
• La realizzazione di uno studio di fattibilità specifico per l’area del Maghreb per implementare le condizioni di vita dei rifugiati, anche attraverso l’allestimento di centri di prima accoglienza;
• La pianificazione di un progetto a medio/lungo termine con oggetto: “La resilienza nel settore agricolo e della pesca.”. Il progetto abbraccerà sia argomenti di carattere etico-sociale, che tecnico-scientifici in modo tale da garantire alle popolazioni aderenti un’occasione reale di crescita e sviluppo, si ridurrà così la necessità dei locali di fuggire dal proprio Paese di origine alla ricerca di un futuro meno drammatico.

La partenza è programmata per il 25 giugno 2016 l’ultimo sabato del mese, presso la marina di Agropoli, seguiranno le seguenti tappe: Acciaroli, Camerota, Sapri, Maratea, Cetraro, Amantea, Tropea, Panarea, Lipari, Porto Rosa, Gregorio Bagnoli, Agata di Militello, Cefalù, Palermo, Terrasini, Vito lo Capo, Favignana, Mazara del Vallo, Pantelleria, Kelibia per poi giungere alla meta Tunisi, capitale della Tunisia, dove si terrà una conferenza conclusiva alla presenza delle autorità locali.

Il viaggio avrà una durata di circa 20 giorni, mettendo alla prova la resistenza e la tenacia dei kayaker coinvolti e consentendo agli esperti presenti a bordo di poter realizzare un’approfondita e realistica analisi sullo stato di salute del Mar Mediterraneo e sulle tradizioni legate alla pesca ed alla dieta mediterranea. Tutti i dati saranno poi registrati ed analizzati dal gruppo di ricerca, che estrapolerà informazioni fondamentali per la stesura del progetto “La resilienza nel settore agricolo e della pesca”.

Per avere maggiori informazioni e per sostenere il progetto è possibile cliccare qui.

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